Alessandra Fuccillo, generazione ’80

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Alessandra Fuccillo – foto di Stanislao Spezziga

«Aida non è una donna, ma sono tutte le donne che raccontano, ognuna per cinque minuti, la propria storia. E chiaramente qui viene fuori la storia di questi settanta anni italiani». Rino Gaetano descriveva così il significato della sua canzone, dal titolo verdiano, ma che raccontava la recente storia italiana. Ma è vero che la Aida dell’opera lirica, la principessa etiope, è combattuta tra l’amore per la sua patria e quello per uno straniero, così come l’Italia del dopoguerra è divisa tra le sue origini e il modello americano. Questa canzone è diventata il titolo di un nuovo progetto fotografico targato festamobile, che vuole raccontare la generazione degli anni ’80, quella che spesso oggi fugge all’estero oppure rimane qui, a inventare, a sopravvivere, a costruire nonostante le storture. È la storia di oggi che verrà narrata da Alessandra Fuccillo – classe ’82, fotografa professionista, giornalista nell’anima – attraverso un reportage intenso, che l’ha portata in giro per il mondo, a incontrare suoi coetanei con vite da raccontare. «Aida come sei bella!» canta il ritornello della canzone. Accordandoci a queste note, soprattutto di speranza, proviamo a conoscere la nostra nuova autrice aspettando di leggere il suo lavoro.

Nome: Alessandra

Cognome: Fuccillo

Professione: fotografa

Macchina fotografica: CANON 5d mark III

Obiettivo preferito: 40 2,8 Pancake

Fotografo preferito: Oliviero Toscani

Ti ricordi il primo scatto della tua vita? Mi ero appena trasferita a Pavia dalla Sicilia e avevo difficoltà ad ambientarmi nel clima dell’autunno, così un giorno ho marinato la scuola e ho preso in prestito la reflex di mio padre per esplorare fotograficamente la città: sono venuti fuori tre scatti di Pavia immersa nella nebbia, uno del Ponte Vecchio e uno di una fontanella vicina a San Michele, ma la prima è stata il cortile di Palazzo degli Eustachi, uno dei miei posti preferiti della città.

La foto famosa che ti rappresenta: uno scatto di Robert Capa che raffigura un contadino siciliano che fornisce indicazioni sui tedeschi a un soldato americano, scattata nella provincia di Enna; una zona a cui sono molto legata.

ITALY. Near Troina. August 4-5, 1943. Sicilian peasant telling an American officer which way the Germans had gone.
Robert Capa, 1943

Libro preferito: Memorie di Adriano di M. Yourcenar

Vino preferito: Barolo

Ultima meta di viaggio: Parigi

Ultimo libro letto: Un uomo di Oriana Fallaci

titolo del tuo libro Festamobile: Aida. Biografia collettiva di una generazione

Spiegaci in 10 parole il tuo progetto Festamobile: Aida è una biografia collettiva di una generazione, quella anni ’80,  che vuole raccontare un momento storico di crisi economica italiana dal punto di vista delle principali vittime, ma in senso costruttivo, esplorando la loro capacità di rifarsi in un momento di totale disfacimento economico e culturale (Sono più di 10, lo so, lo so).

Se dovessi spiegare il tuo libro a qualcuno che non può vederlo cosa diresti? Ogni foto-storia rappresenta uno sguardo privilegiato sulla vita vera dei protagonisti. Ognuno di essi è attorniato da oggetti, ambienti e atmosfere che vengono raccontate attraverso la fotografia e la generazione presa in esame.

Sono un fotografo perché… soddisfo il mio bisogno di raccontare usando lo strumento che mi viene più naturale.

Se vuoi puoi lasciare un messaggio a quelli di Festamobile: Festamobile è un’Associazione che sa guardare avanti e che è in grado di valorizzare il lavoro degli autori; è bello essere continuamente stimolati ed è bello che qualcuno possa aiutarti in un lavoro valutandoti dall’esterno. Festamobile sa proteggere il lavoro degli autori e questo mi piace.

(intervista a cura di VLM)

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